AMARE FA BENE AL CUORE

23 aprile 2005

Un argomento affrontato nel forum che ha molto affascinato i frequentatori del sito della farmacia è stato quello delle cure non propriamente mediche o, meglio, quello dell’amore verso il proprio corpo come fonte di guarigione e di salute. La primavera porta con se la rinascita della natura: i pollini di fiori e piante fanno impazzire gli allergici, mentre i batticuori fanno sognare gli innamorati. La prima convinzione che voglio manifestare è che un farmaco prescritto ed assunto senza amore perda molta della propria efficacia. L’amore del medico verso il proprio paziente è necessario, come pure quello del paziente verso se stesso. Troppo spesso chi soffre si aspetta che tutto venga risolto da altri, mentre il primo artefice della propria salute è proprio lui stesso: amarsi quindi per conoscersi e guarire. Come ho già segnalato nel forum, il 28 aprile 2002 sul Corriere della Salute apparve un articolo dal titolo: “L’amore è un fattore protettivo. Amare ed essere amati fa bene al cuore”. In questo articolo veniva citata un’intervista al cardiologo P.P.Wilson, presidente della Federazione mondiale del cuore, dove, tra l’altro, affermava: “L’amore fa diminuire stress, ansia e depressione, tre importanti fattori di rischio per i disturbi cardiaci.”. Contemporaneamente veniva messo in rilievo che: “Chi sorride poco si ammala di più. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Circulation chi è incline all’aggressività, molto competitivo e si rilassa raramente, corre un rischio doppio di malattie cardiovascolari”. Quindi anche la medicina ufficiale ha riconosciuto l’importanza della salute del cuore in senso figurato, per quella del muscolo cardiaco in senso stretto. Innamorarsi ed amare non sono ovviamente cose semplici e non è mia intenzione banalizzarne il significato, ma sapere che ci possono aiutare a vivere e soprattutto a vivere meglio è una certezza che non dobbiamo mai abbandonare. Oggi le affermazioni dei medici che ho citato sono confermate da ricerche di tipo neuro-ormonale che segnalano l’aumento di liberazione di endorfine (neuro-trasmettittori della “serenità”) in occasione di coinvolgimenti emotivi di natura amorosa. Un suggerimento stagionale? Lasciarsi coinvolgere dalla fioritura della natura permettendo la libera espressione dei nostri sentimenti verso le persone che amiamo e, non dimentichiamocelo mai, verso noi stessi. Qualche volta, purtroppo, anche tutto questo non riesce a permetterci di sfuggire al nostro destino. E’ quello che è successo ad Elisabetta, compagna di viaggio di coloro che hanno lavorato e di coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerla durante i suoi ultimi anni di lavoro in farmacia, imparando ad apprezzarLa per le Sue grandi qualità. Da queste pagine un ricordo colmo di nostalgia, nella certezza che abbia raggiunto la forma più profonda e più grande dell’amore di Dio per Lei.

 

Ciao Eli, Andrea.