LE ALCHIMIE DEL FEGATO


19 ottobre 2011
 
Utilizzando un’espressione del dott. Victor Bott, medico antroposofo, si potrebbe concordare che “abbordare lo studio del fegato equivale a penetrare in una foresta tropicale”. Il paragone può essere compreso solo lasciando correre la propria immaginazione e cercando di non imbrigliarla in percorsi strettamente razionali. La foresta tropicale ci richiama una calda umidità che si avvicina alla estrema liquidità del fegato, organo essenzialmente venoso, molle, poco strutturato - per questo può essere asportato in grande parte, possedendo una grande facoltà di rigenerarsi. Nella lingua inglese ed in quella tedesca il fegato, rispettivamente liver  e leber, deve la propria etimologia alla parola vita nelle due lingue (live e leben): già alle origini quest’organo era associato alla vita. Dunque secondo il fondatore dell’antroposofia Rudolf Steiner il fegato è il centro dell’organismo acqua, supporto del nostro corpo eterico - termine usato dallo stesso Steiner per definire lo spazio in cui hanno sede le leggi della vita. Il fegato all’interno del corpo umano svolge le funzioni del chimico per come l’intende la scienza moderna , ma è anche un alchimista nel momento in cui le forze eteriche e cioè l'ereditarietà, la crescita, la rigenerazione ed il ritmico ripetersi delle funzioni organiche, partecipano a queste trasformazioni. Un esempio di queste funzioni, per non apparire troppo esoterico nella mia esposizione, sono la glicogenesi (processo prevalentemente notturno durante il quale il fegato trasforma il glucosio del sangue in glicogeno, sostanza insolubile simile all’amido che immagazzina) e la glicogenolisi (processo prevalentemente diurno in cui il glicogeno è trasformato di nuovo in glucosio solubile).  Un’altra caratteristica importante del fegato è il fatto di essere considerato un organo caldo, la bile infatti è l’elemento “fuoco” dell’organismo. Essa infatti partecipa alla digestione dei lipidi, sostanze necessarie al mantenimento della temperatura corporea. Umidità e calore determineranno le patologie epatiche: potremo classificare malattie caratterizzate dall’eccesso o dalla carenza di umidità (rispettivamente asciti e cirrosi) e dall’eccesso o dalla carenza di calore (rispettivamente epatiti e litiasi biliari). Queste premesse steineriane che mi sono permesso di portare alla Vostra attenzione hanno portato lo studioso alla formulazione di tre farmaci per la cura delle affezioni epatiche: l’HEPATODORON (in Italia commercializzato come FRAGRARIA/VITIS tavolette), il CHOLEODORON (in Italia CHELIDONIUM/CURCUMA gocce) ed il metallo vegetabilizzato Stagno in gocce (in Italia CICHORIUM STANNO CULTUM e TARAXACUM STANNO CULTUM entrambi in gocce). FRAGRARIA/VITIS tavolette è un fitoterapico a base di polvere di foglie di fragola e di vite: i rispettivi habitat hanno una spiccata polarità, le foglie contenute nel rimedio indirizzano l’azione verso il sistema ritmico regolando ed energizzando i ritmi del ricambio connessi al fegato. Le tavolette vanno masticate prima dei pasti in numero di una/due per volta. CHELIDONIUM/CURCUMA è anch’esso un fitoterapico a base di estratti delle due piante che la compongono. La chelidonia era già segnalata dalla teoria delle Segnature dell’alchimista rinascimentale Paracelso per la similitudine tra il suo lattice giallastro, che si può notare anche solo spezzando il gambo di una foglia, e la bile. Oggi sappiamo che l’azione della chelidonia è dovuta anche ai fermenti proteolitici contenuti nel suo lattice. La curcuma longa, spezia di origine asiatica utilizzata per la preparazione del curry, è caratterizzata dal suo particolare rapporto con il calore e con l’intensa azione di sintesi nei confronti dei carboidrati. Questo rimedio stimola, attraverso la propria azione sul processo biliare, la digestione dei grassi, favorisce e stimola la secrezione biliare, combatte la litiasi biliare. Si utilizzano 10-15 gocce in acqua, dopo i pasti. Il CICHORIUM ed il TARAXACUM STANNO CULTUM sono estratti rispettivamente di cicoria e di tarassaco (dente di leone) ottenuti da piante innaffiate durante la propria crescita con soluzioni opportunamente diluite di stagno. Anche in questo caso sono gocce da utilizzare alla dose di 7-10 gocce in acqua tre volte al giorno prima dei pasti.

L’omotossicologia del dott. Reckeweg indica come rimedi principi per il fegato: GALIUM-HEEL ed HEPEEL. GALIUM-HEEL è un composto omotossicologico complesso in gocce costituito da una serie di rimedi le cui sinergie d’azione portano ad una complessiva attivazione dei sistemi enzimatici disintossicanti intracellulari e del sistema della grande difesa, che innescano a loro volta un’attivazione delle reazioni di disintossicazione e di eliminazione, attraverso un aumento delle funzioni del tessuto connettivo. Si utilizza alla dose di 10 gocce in acqua  tre volte al giorno, prima dei pasti. HEPEEL è sempre un composto, relativamente più semplice rispetto al precedente, in compresse. I rimedi che lo compongono sono per lo più i classici rimedi omeopatici per le problematiche epatiche: Lycopodium, Chelidonium, China, Carduus marianus, Phosphorus, Colocynthis tra gli altri i più tipici. Nel complesso il rimedio esercita un’azione disintossicante del fegato. La posologia è di una compressa da sciogliere in bocca tre volte al giorno, sempre prima dei pasti.

L’omeopatia classica francese, oltre ad utilizzare le basse diluzioni (seconda e terza decimale), le Tinture Madri ed i Gemmoderivati, evidenzia un preparato delle serie dei Composé della Farmacopea Omeopatica francese: il CHELIDONIUM COMPOSE' in granuli. La formula di questo rimedio prevede la presenza, sempre a basse diluizioni (terza decimale e centesimale), di Chelidonium, Taraxacum, Carduus marianus, Solidago, Cinchona succirubra (China rossa), Hydrastis, Magnesii chloridum. Come potrete notare i rimedi si ripetono anche nelle diverse scuole omeopatiche. I granuli vanno assunti nel numero di cinque, due volte al giorno, lontano dai pasti.

La FITOTERAPIA affronta l’argomento disintossicazione epatica/depurazione organica per mezzo di molte piante, alcune delle quali vengono utilizzate anche in specialità medicinali o integratori prescritti dalla medicina ufficiale. Tra le più importanti:
- CARDUUS MARIANUS – Cardo mariano (frutto): contiene Silimarina, capace di ostacolare la degenerazione grassa e la necrosi delle cellule epatiche, oltre che di disintossicare l’organo.  Usare la Tintura Madre (T.M.): 20/30 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
- CYNARA SCOLIMUS - Carciofo (foglie): indicato nell’epatosteatosi, nelle turbe dispeptiche (digestioni lunghe e difficoltose). Usare sempre la T.M.: 20/30 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
- CHELIDONIUM MAJUS – Chelidonia (pianta intera fiorita): la celidonina le conferisce una tipica azione spasmolitica, che la rendono utile nelle forme dolorose spastiche del digerente. T.M.: 20/30 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
- RAPHANUS SATIVUS NIGER – Rafano Nero (radice): utile nelle calcolosi delle vie biliari, può favorire l’espulsione di piccoli calcoli dalla cistifellea, senza dolori. T.M.: 20/30 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti o Succo di pianta fresca 20 mL tutte le mattine a digiuno.
- CYTAFU – Laboratoires Boiron (T.M. di Cynara, Taraxacum, Fumaria ana partes): è un prodotto composto già formulato da Boiron che unisce le azioni delle tre piante, sinergiche verso lo scopo depurativo. Si usa al solito dosaggio di 20/30 gocce 2/3 volte al giorno, lontano dai pasti.

Anche la GEMMOTERAPIA offre degli ottimi strumenti utili nel drenaggio epatico:
- CORYLUS AVELLANA – Nocciolo (gemme): indicato nell’epatite cronica con sclerosi del parenchima epatico. Usare il Macerato Glicerico (M.G.): 30/50 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
- JUNIPERUS COMMUNIS – Ginepro (giovani getti): utile nelle sindromi dismetaboliche in quanto unisce l’azione disintossicante a quella ipoglicemizzante (abbassa gli zuccheri nel sangue) ed ipouricemizzante (abbassa l’acido urico sempre nel sangue). M.G.: 30/50 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
- ROSMARINUS OFFICINALIS – Rosmarino (giovani getti): ha un’affinità per la colecisti e le vie biliari, anche con calcolosi. M.G.: 30/50 gocce 2/3 volte al giorno, prima dei pasti.
Per chi non volesse fare fatica esistono in commercio preparati complessi che cercano di comprendere nella propria formula estratti di piante ad azione sinergica con una polarità d’azione univoca, nel nostro caso la disintossicazione epatica ed organica. Solo a scopo indicativo cito il FISIODEPUR concentrato fluido di Aboca, al cui interno ritroviamo estratti di Tarassaco, Carciofo, Aloe vera, Bardana, Cardo mariano, Orthosiphon. Essenzialmente l’azione di queste piante è indirizzata alla depurazione, con la sinergia dell’azione drenante/diuretica dell’Orthosiphon. Si utilizza alla dose di 15 mL in acqua da assumere lontano dai pasti o diluita in mezzo litro d’acqua da assumere durante la giornata, sempre lontano dai pasti.
Un’ultima annotazione che vale per tutte le possibilità terapeutiche illustrate: la mia esperienza personale mi ha portato a constatare miglioramenti evidenti di tutti i quadri dismetabolici nel momento in cui viene messa in cantiere una terapia disintossicante. In termini più chiari: i valori dei grassi (colesterolo, trigliceridi) e degli zuccheri (glicemia) nel sangue spesso traggono giovamento e diminuiscono, qualche volta regolarizzandosi, nel momento in cui si cerca di alleggerire il fegato dal suo stressante lavoro quotidiano di chimico e di alchimista. A me piace continuare a guardarlo sotto la luce magica dell’alchimia.

                                                                                                                                           Andrea Braguti